Evitare l’amore: lo stile di attaccamento evitante nelle relazioni di coppia
16 Luglio 2024

Evitare l’amore: lo stile di attaccamento evitante nelle relazioni di coppia

Ghosting e relazioni contemporanee

Il termine ghosting descrive l’interruzione improvvisa e non comunicata dei contatti con una persona con la quale si stava sviluppando o mantenendo una relazione, spesso sentimentale. La ricerca lo considera una strategia indiretta di terminazione della relazione e mostra che può essere percepito come un’esperienza di rifiuto e incertezza (Jonason et al., 2021).

È però importante evitare una generalizzazione: il ghosting non è necessariamente espressione di uno stile di attaccamento evitante, né ogni interruzione improvvisa dei contatti costituisce una forma di violenza psicologica. Le motivazioni possono essere diverse e includere scarso coinvolgimento, difficoltà comunicative, timore del confronto, caratteristiche personali o, in alcune circostanze, il desiderio di interrompere una relazione percepita come non sicura.

Che cosa significa avere un attaccamento evitante?

Bowlby propose che gli esseri umani dispongano di un sistema motivazionale orientato alla ricerca di vicinanza e protezione nelle relazioni significative. Le successive ricerche di Ainsworth identificarono inizialmente differenti pattern di attaccamento nell’infanzia, mentre la ricerca successiva ha sviluppato modelli più articolati, comprendenti anche l’attaccamento disorganizzato (Ainsworth et al., 1978; Main & Solomon, 1990).

Nell’età adulta la ricerca contemporanea tende spesso a descrivere l’attaccamento romantico lungo due dimensioni principali: ansia ed evitamento. L’evitamento dell’attaccamento indica una maggiore tendenza a sentirsi a disagio con la vicinanza emotiva, la dipendenza reciproca e l’espressione della vulnerabilità (Mikulincer & Shaver, 2016).

Una persona con livelli elevati di evitamento non è quindi necessariamente incapace di amare o di provare sentimenti profondi. Può piuttosto tendere a proteggere la propria autonomia e a ridurre il coinvolgimento quando la relazione diventa particolarmente intima o quando emergono richieste emotive percepite come eccessive.

Da dove nasce l’evitamento?

La teoria dell’attaccamento ipotizza che le esperienze relazionali precoci contribuiscano alla costruzione di aspettative su di sé e sugli altri. Esperienze nelle quali il bisogno di vicinanza viene sistematicamente scoraggiato possono favorire strategie caratterizzate da maggiore autosufficienza e riduzione della ricerca di supporto (Mikulincer & Shaver, 2016).

Questo non significa però che un bambino con attaccamento insicuro diventerà necessariamente un adulto evitante. La continuità tra attaccamento infantile e adulto esiste, ma è moderata e può essere modificata dalle esperienze successive e dalle nuove relazioni (Pinquart, Feußner & Ahnert, 2013). È quindi preferibile parlare di vulnerabilità e tendenze relazionali, piuttosto che di destino psicologico.

L’evitamento nelle relazioni di coppia

Nelle relazioni adulte, livelli elevati di evitamento dell’attaccamento sono associati a una maggiore difficoltà nel ricercare e offrire supporto, a una minore disponibilità alla vicinanza e, in media, a una qualità relazionale inferiore (Li & Chan, 2012; Feeney & Collins, 2001).

Una meta-analisi ha mostrato che sia l’ansia sia l’evitamento dell’attaccamento sono associati negativamente alla soddisfazione e all’impegno nella relazione, con associazioni che possono diventare più marcate nelle relazioni di maggiore durata (Hadden, Smith & Webster, 2014).

L’evitamento può quindi manifestarsi non necessariamente attraverso una fuga immediata dalla relazione, ma anche attraverso difficoltà a condividere emozioni, tendenza a minimizzare i problemi, bisogno marcato di autonomia o riduzione del coinvolgimento quando il rapporto diventa più intimo.

Ghosting e attaccamento evitante: esiste un legame?

È possibile che alcune modalità di evitamento contribuiscano, in determinate persone, alla scelta di strategie indirette per interrompere una relazione. Tuttavia, la ricerca non permette di affermare che il ghosting sia semplicemente una conseguenza dell’attaccamento evitante.

Uno studio sul ghosting ha osservato associazioni tra l’accettazione di questa modalità di interruzione e alcuni tratti della cosiddetta Dark Triad, in particolare machiavellismo e psicopatia, soprattutto nei contesti di relazioni brevi (Jonason et al., 2021). Questo risultato mostra quanto il fenomeno sia eterogeneo e quanto sia riduttivo ricondurlo a una sola teoria dell’attaccamento.

Il ghosting può inoltre avere significati differenti a seconda della storia della relazione. Sparire dopo pochi scambi può essere vissuto diversamente rispetto all’interruzione improvvisa di una relazione lunga e significativa.

Che cosa succede a chi viene lasciato senza spiegazioni?

L’interruzione improvvisa di una relazione può essere particolarmente difficile da elaborare perché lascia una situazione ambigua: la relazione è terminata sul piano concreto, ma manca una spiegazione che permetta di costruire una narrazione condivisa di ciò che è accaduto.

La ricerca recente suggerisce che il ghosting possa produrre disagio proprio attraverso questa combinazione di rifiuto e incertezza. Studi sperimentali indicano che l’assenza di spiegazioni può rendere più difficile la chiusura dell’esperienza e prolungare alcune reazioni emotive rispetto a una conclusione esplicita della relazione (Langlais et al., 2026).

Non tutte le persone reagiscono però nello stesso modo. La risposta dipende dalla durata e dal significato della relazione, dalle risorse personali, dalla storia relazionale e dal modo in cui viene interpretata l’esperienza.

Ghosting e autostima

È frequente che chi viene lasciato senza spiegazioni si chieda: “Che cosa ho fatto di sbagliato?” o “Perché non sono stato abbastanza?”.

Il rifiuto sociale può produrre cambiamenti emotivi e una maggiore attenzione alle informazioni relative all’accettazione o all’esclusione. Tuttavia, una meta-analisi di 192 studi ha mostrato che gli effetti del rifiuto sull’autostima non sono uniformi e che non è corretto affermare che ogni esperienza di rifiuto provochi necessariamente una diminuzione dell’autostima (Blackhart et al., 2009).

Il significato attribuito all’esperienza può quindi essere particolarmente importante. Interpretare il silenzio dell’altro come una prova del proprio scarso valore può produrre conseguenze molto diverse dal riconoscere che il comportamento dell’altra persona riflette soprattutto il suo modo di gestire la relazione.

Come affrontare il ghosting

Quando una relazione si interrompe senza spiegazioni, può essere utile concentrarsi innanzitutto su ciò che è sotto il proprio controllo.

Riconoscere rabbia, tristezza, delusione e senso di abbandono permette di dare un significato all’esperienza senza trasformarla automaticamente in un giudizio sul proprio valore personale.

Anche il supporto sociale può rappresentare una risorsa importante. Condividere ciò che è accaduto con amici o familiari fidati può ridurre l’isolamento e aiutare a costruire una lettura più equilibrata della situazione.

Se il dolore persiste, interferisce con la vita quotidiana o riattiva difficoltà relazionali precedenti, rivolgersi a un professionista può essere utile per comprendere i propri schemi relazionali e sviluppare modalità più flessibili di gestione della vicinanza, della distanza e del conflitto.

Riconoscere i propri schemi relazionali

L’obiettivo non dovrebbe essere imparare a riconoscere immediatamente “le persone evitanti”, né classificare ogni partner sulla base di un’etichetta di attaccamento.

È più utile osservare i comportamenti concreti: la capacità di comunicare bisogni e limiti, la disponibilità ad affrontare i conflitti, la coerenza tra parole e azioni e la possibilità di mantenere una relazione sufficientemente reciproca.

Allo stesso tempo, conoscere il proprio modo di reagire alla vicinanza può aiutare a comprendere meglio le proprie scelte. La ricerca mostra che l’attaccamento adulto è associato alla qualità delle relazioni e alla salute mentale, ma non costituisce una caratteristica immutabile (Zhang et al., 2022).

Comprendere i propri schemi relazionali può quindi diventare un punto di partenza per sviluppare maggiore consapevolezza, non un’etichetta definitiva.

In conclusione

L’evitamento nelle relazioni non significa necessariamente assenza di sentimenti. Una persona con elevati livelli di evitamento può desiderare una relazione e, allo stesso tempo, sperimentare disagio quando la vicinanza diventa molto intensa.

Il ghosting rappresenta una delle possibili modalità attraverso cui una relazione può essere interrotta senza confronto, ma non può essere spiegato automaticamente attraverso l’attaccamento evitante e non dovrebbe essere considerato sempre una forma di violenza psicologica.

La ricerca mostra piuttosto che evitamento dell’attaccamento, qualità della relazione, modalità di gestione del conflitto e capacità di offrire e ricevere supporto sono strettamente interconnessi (Li & Chan, 2012; Hadden et al., 2014).

Per chi subisce un’interruzione improvvisa, il compito più importante non è necessariamente trovare una spiegazione definitiva alle motivazioni dell’altro, ma recuperare progressivamente il senso di continuità della propria esperienza: riconoscere ciò che è accaduto, dare spazio alle emozioni, mantenere le proprie relazioni di supporto e, quando necessario, chiedere aiuto.

Bibliografia

Ainsworth, M. D. S., Blehar, M. C., Waters, E., & Wall, S. (1978). Patterns of Attachment: A Psychological Study of the Strange Situation. Erlbaum.

Blackhart, G. C., Nelson, B. C., Knowles, M. L., & Baumeister, R. F. (2009). Rejection elicits emotional reactions but neither causes immediate distress nor lowers self-esteem: A meta-analytic review of 192 studies on social exclusion. Personality and Social Psychology Review, 13(4), 269–309. https://doi.org/10.1177/1088868309346065

Feeney, B. C., & Collins, N. L. (2001). Predictors of caregiving in adult intimate relationships: An attachment theoretical perspective. Journal of Personality and Social Psychology, 80(6), 972–994. https://doi.org/10.1037/0022-3514.80.6.972

Hadden, B. W., Smith, C. V., & Webster, G. D. (2014). Relationship duration moderates associations between attachment and relationship quality: Meta-analytic support for the temporal adult romantic attachment model. Personality and Social Psychology Review, 18(1), 42–58. https://doi.org/10.1177/1088868313501885

Jonason, P. K., Kaźmierczak, I., Pabian, S., & Krištofiak, M. (2021). Leaving without a word: Ghosting and the Dark Triad traits. Acta Psychologica, 220, 103425. https://doi.org/10.1016/j.actpsy.2021.103425

Langlais, M. R., Pons, A., Dechert, O., Murvich, A. M., & Bigalke, J. A. (2026). Resilience to ghosting? A randomized controlled trial examining the consequences of ghosting on sleep quality in potential romantic relationships. Frontiers in Psychology. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2025.1742356

Li, T., & Chan, D. K.-S. (2012). How anxious and avoidant attachment affect romantic relationship quality differently: A meta-analytic review. European Journal of Social Psychology, 42(4), 406–419. https://doi.org/10.1002/ejsp.1842

Main, M., & Solomon, J. (1990). Procedures for identifying infants as disorganized/disoriented during the Ainsworth Strange Situation. In M. T. Greenberg, D. Cicchetti, & E. M. Cummings (Eds.), Attachment in the Preschool Years (pp. 121–160). University of Chicago Press.

Mikulincer, M., & Shaver, P. R. (2016). Attachment in Adulthood: Structure, Dynamics, and Change (2nd ed.). Guilford Press.

Pinquart, M., Feußner, C., & Ahnert, L. (2013). Meta-analytic evidence for stability in attachments from infancy to early adulthood. Attachment & Human Development, 15(2), 189–218. https://doi.org/10.1080/14616734.2013.746257

Zhang, Q., Luo, Y., & Zhang, X. (2022). The relationship between adult attachment and mental health: A meta-analysis. Journal of Personality and Social Psychology. https://doi.org/10.1037/pspp0000437

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