Lo stress nella coppia e i meccanismi di coping
22 Maggio 2024

Lo stress nella coppia e i meccanismi di coping

Lo stress viene spesso descritto come la risposta dell’organismo a situazioni percepite come impegnative o minacciose. Nella prospettiva psicologica contemporanea, tuttavia, non è soltanto l’evento in sé a determinare lo stress: assumono importanza anche la valutazione che la persona ne fa, le risorse che percepisce di avere a disposizione e il contesto nel quale l’esperienza si verifica.

Questo significa che la stessa situazione può essere vissuta in maniera molto diversa da persone differenti e che anche eventi generalmente considerati positivi possono richiedere un significativo adattamento.

Quando due persone vivono una relazione di coppia, però, lo stress non rimane necessariamente confinato all’esperienza individuale. Le emozioni, i comportamenti e le strategie utilizzate da un partner possono infatti influenzare l’altro e modificare il funzionamento della relazione.

Lo stress nella relazione di coppia

Una parte dello stress può avere origine all’interno della relazione: conflitti ricorrenti, difficoltà comunicative, problemi nella gestione del tempo, differenze nella distribuzione delle responsabilità o incomprensioni possono diventare fonti di tensione.

Altre volte lo stress proviene dall’esterno della coppia: difficoltà lavorative, problemi economici, malattie, preoccupazioni familiari o eventi critici possono essere portati all’interno della relazione e influenzarne il funzionamento.

La ricerca sullo stress diadico mostra proprio che lo stress vissuto da una persona può avere conseguenze anche sul partner e sulla qualità della relazione. La coppia può quindi diventare sia una possibile fonte di stress sia una importante risorsa per affrontarlo (Bodenmann, 1995; Bodenmann & Weitkamp, 2026).

Dal coping individuale al coping diadico

Quando una persona cerca di gestire una situazione stressante utilizza strategie di coping, cioè modalità cognitive, emotive e comportamentali attraverso cui cerca di adattarsi alla situazione, modificarla o gestire le emozioni che essa produce.

Tradizionalmente la ricerca sul coping si è concentrata soprattutto sull’individuo. Nei rapporti di coppia, tuttavia, questa prospettiva può essere incompleta: molti eventi stressanti riguardano infatti entrambi i partner, oppure coinvolgono direttamente uno dei due ma producono conseguenze sull’intera relazione.

Da questa osservazione nasce il concetto di coping diadico, sviluppato in particolare da Guy Bodenmann attraverso il Systemic-Transactional Model (Bodenmann, 1995; Bodenmann, 2005).

Il coping diadico descrive l’insieme dei processi attraverso cui i partner comunicano lo stress, rispondono alle difficoltà dell’altro e affrontano insieme una situazione problematica. Non significa semplicemente “aiutarsi”, ma comprende un processo nel quale lo stress di un partner può generare una risposta dell’altro e, successivamente, una forma di gestione condivisa della difficoltà.

Come funziona il coping diadico

Il coping diadico può essere pensato come un processo che inizia con la percezione di una situazione stressante.

Un partner può manifestare verbalmente o attraverso il comportamento di essere in difficoltà. L’altro può riconoscere questi segnali, rispondere offrendo sostegno oppure contribuire concretamente alla gestione del problema.

In altri casi entrambi i partner affrontano direttamente insieme lo stesso problema, cercando una soluzione comune.

La letteratura distingue diverse forme di coping diadico. Tra quelle positive rientrano il coping diadico supportivo, nel quale un partner sostiene l’altro; il coping delegato, nel quale uno dei due assume temporaneamente alcune responsabilità; e il coping comune o collaborativo, nel quale entrambi affrontano insieme la situazione. Esistono anche forme negative, come ostilità, ambivalenza, evitamento o iperprotezione (Falconier et al., 2015; Falconier & Kuhn, 2019).

Questa distinzione è importante perché non ogni tentativo di “aiutare” il partner è necessariamente efficace. Un sostegno eccessivamente controllante o una risposta caratterizzata da critica possono aumentare ulteriormente lo stress.

Comunicare lo stress è già una forma di coping

Un elemento centrale del modello di Bodenmann è la capacità di comunicare il proprio stress.

Perché il partner possa offrire un sostegno adeguato, deve innanzitutto poter comprendere che l’altro sta attraversando una difficoltà.

Comunicare lo stress non significa necessariamente raccontare ogni dettaglio di ciò che si sta vivendo. Significa rendere sufficientemente visibile il proprio stato perché l’altro possa riconoscerlo.

Frasi come “in questo periodo mi sento molto sotto pressione” oppure “oggi ho bisogno di un po’ di aiuto” possono trasformare un’esperienza individuale in una difficoltà che la coppia può affrontare insieme.

La comunicazione, tuttavia, non deve diventare una richiesta implicita che l’altro risolva il problema. Una delle caratteristiche del coping diadico positivo è proprio la capacità di distinguere tra sostenere il partner e sostituirsi completamente a lui.

Il coping diadico e la soddisfazione di coppia

Le ricerche mostrano una relazione consistente tra coping diadico e qualità della relazione.

Una meta-analisi di 72 campioni indipendenti, comprendenti complessivamente 17.856 partecipanti, ha rilevato una forte associazione tra coping diadico e soddisfazione di coppia (Falconier, Jackson, Hilpert & Bodenmann, 2015).

Le forme positive di coping diadico risultavano associate più fortemente alla soddisfazione relazionale rispetto alle forme negative. Inoltre, il coping percepito come fornito dal partner e quello condiviso dalla coppia risultavano particolarmente importanti.

Questi risultati non dimostrano che il coping diadico sia da solo la causa di una relazione soddisfacente. La relazione è probabilmente reciproca: coppie che funzionano meglio possono essere maggiormente capaci di affrontare insieme lo stress, mentre modalità efficaci di coping possono a loro volta sostenere la qualità del rapporto.

Quando lo stress diventa un problema di coppia

Una difficoltà individuale può progressivamente trasformarsi in un problema relazionale.

Un partner molto stressato può diventare più irritabile, ritirarsi dalla relazione o avere meno energie per occuparsi delle esigenze dell’altro. Il secondo partner può interpretare questi comportamenti come disinteresse o rifiuto, reagire con rabbia o aumentare le richieste di vicinanza. Queste reazioni possono a loro volta aumentare lo stress iniziale.

Si può così creare un circuito nel quale lo stress di una persona alimenta quello dell’altra.

Il modello sistemico-transazionale di Bodenmann considera proprio questa reciprocità: lo stress individuale entra nella relazione e può modificare le risposte di entrambi i partner (Bodenmann, 2005).

Per questo motivo è spesso utile chiedersi non soltanto “chi è stressato?”, ma anche “che cosa succede tra noi quando uno dei due è stressato?”.

Coping positivo e coping negativo

Non tutte le modalità con cui una coppia affronta lo stress sono ugualmente utili.

Tra le risposte positive rientrano l’ascolto, il sostegno emotivo, l’aiuto concreto, la collaborazione e la ricerca condivisa di soluzioni.

Tra le modalità negative possono comparire invece critica, ostilità, minimizzazione del problema, evitamento, iperprotezione o una forma di aiuto ambivalente, nella quale il sostegno viene accompagnato da risentimento o svalutazione.

Una revisione della letteratura comprendente 139 studi ha mostrato che le forme positive di coping individuale e congiunto sono generalmente associate a benefici individuali e relazionali, mentre le forme negative presentano associazioni meno favorevoli (Falconier & Kuhn, 2019).

Anche una revisione sistematica più recente, comprendente 60 studi e 4.945 coppie, ha rilevato che l’espressione dello stress e il coping diadico positivo sono generalmente associati a esiti migliori sul piano individuale e relazionale, mentre il coping negativo mostra il pattern opposto (Landolt et al., 2023).

Stress e salute mentale: perché la coppia conta

Il coping diadico assume particolare importanza quando uno dei partner vive un problema di salute mentale.

Ansia, depressione o altre condizioni psicologiche non riguardano infatti necessariamente soltanto la persona che riceve una diagnosi. Possono modificare la quotidianità della coppia, la distribuzione delle responsabilità, la comunicazione e il modo in cui entrambi interpretano le difficoltà.

Una revisione sistematica della letteratura ha evidenziato che affrontare i problemi di salute mentale come un fenomeno che coinvolge la coppia, anziché esclusivamente l’individuo, può essere particolarmente utile per comprendere le dinamiche relazionali e progettare interventi mirati (Landolt et al., 2023).

Questo non significa che il partner sia responsabile della salute mentale dell’altro. Significa piuttosto riconoscere che, all’interno di una relazione significativa, le difficoltà di una persona possono avere conseguenze anche sull’altra e che alcune forme di sostegno possono essere costruite insieme.

Come sviluppare un coping diadico più efficace

Non esiste una strategia universale valida per ogni coppia, ma alcuni principi possono favorire una gestione più funzionale dello stress.

Innanzitutto, è utile imparare a riconoscere e comunicare tempestivamente i segnali di stress, prima che la tensione raggiunga livelli molto elevati.

È poi importante specificare di quale tipo di sostegno si ha bisogno. In alcuni momenti può servire ascolto e vicinanza; in altri può essere più utile un aiuto concreto o semplicemente un po’ di spazio.

Anche chiedere direttamente al partner “come posso aiutarti?” può essere più efficace che presumere di sapere quale sia la risposta migliore.

Un altro elemento importante è distinguere il problema dalla relazione. Essere entrambi stressati non significa necessariamente essere in conflitto tra loro.

Infine, può essere utile cercare soluzioni condivise quando il problema riguarda entrambi, distribuendo responsabilità e risorse in maniera sostenibile.

Quando può essere utile chiedere aiuto

Se le difficoltà comunicative diventano persistenti, lo stress produce conflitti ricorrenti o uno dei partner si sente sistematicamente solo nella gestione dei problemi, può essere utile rivolgersi a un professionista.

Un intervento psicologico o una terapia di coppia può aiutare a identificare i cicli relazionali che mantengono lo stress, migliorare la comunicazione e sviluppare modalità più efficaci di sostegno reciproco.

L’obiettivo non è fare in modo che la coppia non sperimenti più stress. Gli eventi difficili fanno inevitabilmente parte della vita.

L’obiettivo è aumentare la capacità di affrontarli senza lasciare che ogni difficoltà si trasformi in una crisi della relazione.

In conclusione

Lo stress è un’esperienza individuale, ma all’interno di una coppia può diventare anche un’esperienza condivisa.

Il concetto di coping diadico ci ricorda che, quando due persone costruiscono una relazione significativa, le modalità con cui affrontano le difficoltà diventano progressivamente interdipendenti.

Comunicare il proprio stress, ascoltare quello del partner, offrire un sostegno adeguato e cercare insieme soluzioni possibili possono trasformare una situazione difficile in un’esperienza affrontata come squadra.

La ricerca mostra una consistente associazione tra coping diadico positivo e soddisfazione relazionale, anche se la direzione causale non è sempre determinabile dagli studi disponibili (Falconier et al., 2015).

Affrontare insieme le difficoltà non significa fare tutto insieme o rinunciare alla propria autonomia. Significa sapere che, nei momenti in cui la vita diventa più complessa, la relazione può diventare una risorsa anziché un ulteriore terreno di conflitto.

Bibliografia

Bodenmann, G. (1995). A systemic-transactional conceptualization of stress and coping in couples. Swiss Journal of Psychology, 54, 34–49.

Bodenmann, G. (2005). Dyadic coping and its significance for marital functioning. In T. A. Revenson, K. Kayser, & G. Bodenmann (Eds.), Couples Coping with Stress: Emerging Perspectives on Dyadic Coping (pp. 33–49). American Psychological Association. https://doi.org/10.1037/11031-002

Falconier, M. K., Jackson, J. B., Hilpert, P., & Bodenmann, G. (2015). Dyadic coping and relationship satisfaction: A meta-analysis. Clinical Psychology Review, 42, 28–46. https://doi.org/10.1016/j.cpr.2015.07.002

Falconier, M. K., & Kuhn, R. (2019). Dyadic coping in couples: A conceptual integration and a review of the empirical literature. Frontiers in Psychology, 10, 571. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2019.00571

Landolt, S. A., Weitkamp, K., Roth, M., Sisson, N. M., & Bodenmann, G. (2023). Dyadic coping and mental health in couples: A systematic review. Clinical Psychology Review, 106, 102344. https://doi.org/10.1016/j.cpr.2023.102344

Weitkamp, K., & Bodenmann, G. (2022). Couples coping together: A scoping review of the quantitative and qualitative evidence and conceptual work across three decades. Frontiers in Psychology, 13, 876455. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2022.876455

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