Quando gli accordi non bastano: il lavoro del coordinatore genitoriale nelle separazioni conflittuali
15 Ottobre 2026

Quando gli accordi non bastano: il lavoro del coordinatore genitoriale nelle separazioni conflittuali

La coordinazione genitoriale interviene quando le decisioni sulla vita dei figli continuano a generare controversie. Un lavoro concreto, con obiettivi e confini definiti.

Il problema non è soltanto trovare un accordo

Nelle separazioni ad alta conflittualità accade spesso che gli accordi esistano già. Sono stati discussi con gli avvocati, formalizzati o recepiti in un provvedimento. Eppure, nel momento in cui devono essere applicati, le difficoltà riemergono: un cambio di turno, una comunicazione della scuola, la scelta di una visita medica, l’organizzazione di una vacanza.

Il problema non riguarda necessariamente il contenuto della singola decisione. A volte ogni richiesta viene letta come una provocazione, ogni imprevisto come una violazione, ogni risposta tardiva come una mancanza di rispetto. Le questioni che riguardano i figli finiscono così per riaprire il conflitto tra gli adulti.

È in questo spazio, tra gli accordi scritti e la loro applicazione quotidiana, che si colloca il lavoro della coordinazione genitoriale.

Che cosa fa, concretamente, un coordinatore genitoriale

Il coordinatore genitoriale è un professionista con formazione specifica nella gestione dell’alta conflittualità familiare. Lavora con entrambi i genitori in posizione di imparzialità, all’interno di un incarico definito e con modalità di intervento concordate.

Il suo compito è aiutare i genitori a individuare e affrontare le controversie che ostacolano la gestione dei figli. Significa, per esempio, ricostruire con precisione qual è il problema da risolvere, distinguere i fatti dalle interpretazioni reciproche, verificare che cosa prevedono gli accordi già in essere e definire passaggi operativi comprensibili a entrambi.

In un percorso di coordinazione si può lavorare sulle modalità di scambio delle informazioni, sui tempi entro i quali rispondere a una richiesta, sulla gestione degli imprevisti o su come affrontare decisioni ricorrenti senza dover ricominciare ogni volta la stessa discussione.

Non si tratta di stabilire quale genitore abbia ragione, né di chiedere agli ex partner di recuperare un rapporto personale positivo. L’obiettivo è rendere possibile un esercizio delle responsabilità genitoriali più ordinato e prevedibile, anche quando il dissenso rimane.

Il posto dei figli nel conflitto

Quando la collaborazione tra i genitori si interrompe, i figli possono diventare il canale attraverso cui passano informazioni, richieste o contestazioni. Talvolta vengono sollecitati a riferire cosa accade nell’altra casa oppure percepiscono di dover prendere posizione. Sono dinamiche che richiedono attenzione, perché possono caricarli di responsabilità che appartengono agli adulti.

Nel lavoro del coordinatore il riferimento ai bisogni dei figli non è una formula astratta: orienta il modo in cui vengono organizzate le comunicazioni e valutate le soluzioni. Una decisione è utile non solo quando chiude una disputa tra genitori, ma quando produce condizioni più stabili e meno conflittuali per la vita del bambino o dell’adolescente.

Un intervento distinto dalla psicoterapia e dalla mediazione

La coordinazione genitoriale non è una terapia di coppia e non ha lo scopo di elaborare la storia della relazione o favorire una riconciliazione. Si distingue anche dalla mediazione familiare: quest’ultima lavora soprattutto sulla costruzione degli accordi; la coordinazione si concentra in particolare sulla loro attuazione e sulla gestione delle controversie che continuano a presentarsi.

Il professionista non si sostituisce agli avvocati o all’autorità giudiziaria, né può modificare liberamente le condizioni dell’affidamento. Compiti, limiti dell’intervento e modalità di collaborazione con gli altri professionisti devono essere chiari fin dall’inizio. È inoltre indispensabile valutare l’appropriatezza del percorso, con particolare cautela quando emergono situazioni di violenza, coercizione o significativi squilibri di potere.

Il nuovo servizio di CSF Psicologia

CSF Psicologia ha avviato un servizio di coordinazione genitoriale online, rivolto alle famiglie su tutto il territorio nazionale. I percorsi sono condotti da psicologi dell’équipe con una formazione specifica nella coordinazione genitoriale e nella gestione del conflitto familiare.

Il servizio è coordinato dal dott. Carlo Trionfi e dalla dott.ssa Chiara Lupo, che affiancano l’équipe attraverso il confronto professionale e la supervisione delle situazioni che richiedono un approfondimento specialistico. Il progetto nasce anche dalla volontà di proporre tariffe calmierate, in linea con le indicazioni di INCoGe, per favorire l’accesso a un intervento che può essere importante nella vita delle famiglie.

Come si accede al percorso

Il primo contatto è un colloquio orientativo gratuito di circa 30 minuti. Può richiederlo anche uno solo dei genitori, oppure un avvocato o un altro professionista che segue la famiglia. È l’occasione per descrivere le difficoltà principali e chiarire come si svolge il lavoro, senza che il colloquio comporti automaticamente l’avvio della coordinazione.

L’équipe valuta quindi la situazione e le condizioni per un eventuale percorso. Per iniziarlo è necessario il consenso di entrambi i genitori, formalizzato con un contratto che definisce l’incarico. Modalità organizzative e costi vengono condivisi prima dell’avvio.

Per informazioni e prenotazioni: https://www.csfpsicologia.com/servizi/coordinazione-genitoriale-servizi/

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