Stare accanto a chi soffre di DCA: come supportare la persona e la relazione
12 Marzo 2025

Stare accanto a chi soffre di DCA: come supportare la persona e la relazione

Quando una persona affronta un disturbo del comportamento alimentare (DCA), la sofferenza non riguarda esclusivamente il rapporto con il cibo o con il proprio corpo, ma coinvolge anche dimensioni emotive, relazionali e sociali. Anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata sono condizioni complesse determinate dall’interazione di fattori biologici, psicologici e ambientali (Treasure et al., 2020).

Come i DCA influenzano la relazione

Il comportamento alimentare può assumere funzioni psicologiche complesse, collegate alla regolazione emotiva, alla percezione di sé e al senso di identità (Fairburn, Cooper & Shafran, 2003). Vergogna, senso di colpa e paura del giudizio possono rendere difficile condividere la propria esperienza. Chi sta vicino alla persona può sperimentare impotenza, paura e frustrazione. È importante ricordare che familiari, amici e partner non possono guarire il disturbo al posto della persona, ma possono offrire una presenza sicura e sostenere il percorso di cura.

Come offrire supporto

Il primo passo è informarsi sul disturbo. Comprendere la complessità dei DCA permette di evitare risposte giudicanti o semplificazioni. Commenti sul corpo, sul peso o sull’alimentazione possono aumentare vergogna e isolamento.

Un atteggiamento utile consiste nell’ascoltare, mostrare disponibilità e creare uno spazio nel quale la persona possa sentirsi compresa senza essere controllata.

Il ruolo della famiglia

La famiglia può rappresentare una risorsa importante nel trattamento dei disturbi alimentari, soprattutto durante l’adolescenza. Gli approcci basati sulla famiglia hanno mostrato efficacia nel trattamento dell’anoressia nervosa adolescenziale (Lock & Le Grange, 2019).

Il coinvolgimento familiare non significa attribuire alla famiglia la responsabilità della malattia, ma valorizzarla come parte della rete di sostegno.

Comunicazione e confini

È importante trovare un equilibrio tra vicinanza e rispetto dell’autonomia. Un controllo eccessivo sui pasti o sui comportamenti può aumentare conflitto e tensione.

Gli interventi rivolti ai caregiver sottolineano l’importanza di ridurre critica e ipercoinvolgimento emotivo, favorendo invece validazione, comprensione e collaborazione (Treasure et al., 2010; Hibbs et al., 2015).

Anche chi offre sostegno deve prendersi cura del proprio benessere psicologico.

Conclusioni

Stare accanto a una persona con un disturbo del comportamento alimentare significa affrontare una situazione complessa. Informarsi, comunicare senza giudizio, mantenere confini sani e incoraggiare il supporto professionale sono strumenti concreti per trasformare la relazione in una risorsa.

Bibliografia

Fairburn, C. G., Cooper, Z., & Shafran, R. (2003). Cognitive behaviour therapy for eating disorders: A “transdiagnostic” theory and treatment. Behaviour Research and Therapy, 41(5), 509–528.

Hibbs, R., Rhind, C., Leppanen, J., & Treasure, J. (2015). Interventions for caregivers of someone with an eating disorder: A systematic review. Eating Disorders, 23(4), 365–382.

Lock, J., & Le Grange, D. (2019). Family-based treatment: Where are we and where should we be going to improve recovery in child and adolescent eating disorders. International Journal of Eating Disorders, 52(4), 481–487.

Treasure, J., Bauer, M., & Macdonald, P. (2010). The Skills-based Caring for a Loved One with an Eating Disorder: The New Maudsley Method. Treasure, J., Duarte, T. A., & Schmidt, U. (2020). Eating disorders. The Lancet, 395(10227), 899–911.

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