Violenza filio-parentale: quando l’amore si trasforma in paura
24 Febbraio 2025

Violenza filio-parentale: quando l’amore si trasforma in paura

La violenza filio-parentale indica l’insieme dei comportamenti aggressivi, fisici, psicologici o economici messi in atto da figli, generalmente adolescenti o giovani adulti, nei confronti dei propri genitori o caregiver. Si tratta di un fenomeno complesso e ancora poco studiato, spesso caratterizzato da vergogna e difficoltà delle famiglie nel chiedere aiuto (Cottrell & Monk, 2004; Calvete et al., 2015).
Molti genitori vivono un dilemma doloroso: chiedere aiuto e protezione oppure tacere nel tentativo di preservare il legame con il figlio. Comprendere il fenomeno richiede tuttavia di superare la lettura esclusivamente morale del comportamento e considerare l’interazione tra fattori individuali, familiari e sociali.

Le radici di un problema complesso

La violenza filio-parentale non deriva da una singola causa, ma dall’interazione di diversi fattori di rischio.
Tra questi troviamo l’esposizione a modelli familiari violenti, difficoltà nella regolazione emotiva, impulsività, problemi relazionali, uso problematico di sostanze e caratteristiche individuali che possono aumentare la vulnerabilità all’aggressività (Contreras & Cano, 2014).
Anche il contesto educativo e familiare può avere un ruolo. La ricerca evidenzia che pratiche genitoriali caratterizzate da incoerenza, eccessiva permissività o, al contrario, forte ostilità possono associarsi a maggiori difficoltà nella regolazione comportamentale degli adolescenti (Ibabe, Jaureguizar & Bentler, 2013).
È importante tuttavia evitare spiegazioni semplicistiche: la violenza filio-parentale non può essere attribuita esclusivamente agli stili educativi dei genitori.

Fragilità emotiva e difficoltà nella gestione della frustrazione

Molti adolescenti che agiscono comportamenti violenti presentano difficoltà nella gestione delle emozioni intense, soprattutto rabbia, vergogna e senso di fallimento.
La difficoltà non riguarda semplicemente il mancato rispetto della regola, ma spesso una ridotta capacità di tollerare emozioni negative e di utilizzare strategie alternative alla risposta aggressiva.
In questo senso, la violenza può rappresentare un tentativo disfunzionale di recuperare controllo in una situazione vissuta come minacciosa o frustrante (Calvete et al., 2015).

Le conseguenze della violenza familiare

La violenza filio-parentale produce conseguenze significative sull’intero sistema familiare.
I genitori possono sviluppare ansia, sintomi depressivi, stress e sentimenti di colpa o impotenza. Anche l’adolescente che agisce violenza presenta spesso difficoltà emotive, relazionali e scolastiche, con un aumento del rischio di comportamenti antisociali e problematiche future (Gallego et al., 2019).
La dinamica tende inoltre a creare un ciclo di escalation: paura, evitamento e perdita di autorevolezza possono aumentare ulteriormente la tensione familiare.

Prevenzione e intervento

La risposta alla violenza filio-parentale richiede un approccio multidisciplinare.
Gli interventi più efficaci coinvolgono il giovane, la famiglia e il contesto sociale, lavorando sulla regolazione emotiva, sulla comunicazione, sulla responsabilità personale e sulla ricostruzione delle relazioni familiari (Calvete et al., 2015).
È fondamentale intervenire precocemente, aiutando gli adolescenti a sperimentare limiti adeguati e sviluppare competenze emotive e relazionali.
Il supporto psicologico alle famiglie permette inoltre di superare la vergogna e costruire modalità comunicative più efficaci. Nei casi più gravi può essere necessario il coinvolgimento dei servizi territoriali e dell’autorità giudiziaria, che può assumere una funzione protettiva e normativa.

Il ruolo del sistema familiare

La violenza filio-parentale non riguarda soltanto il comportamento del singolo adolescente, ma coinvolge l’intero sistema familiare.
Un intervento efficace deve quindi considerare le relazioni, i ruoli, le modalità comunicative e i vissuti emotivi di tutti i membri della famiglia.
Il terapeuta può assumere una funzione terza, aiutando genitori e figli a osservare la dinamica senza rimanere intrappolati nel conflitto.

Conclusioni

La violenza filio-parentale rappresenta una delle forme più complesse di sofferenza familiare perché coinvolge contemporaneamente protezione, affetto, paura e perdita di controllo.
Riconoscere precocemente il problema, chiedere aiuto e intervenire sull’intero sistema familiare permette di interrompere il ciclo della violenza e favorire un nuovo equilibrio relazionale.

Bibliografia

Calvete, E., Orue, I., Gámez-Guadix, M., & Bushman, B. J. (2015). Predictors of child-to-parent aggression: A 3-year longitudinal study. Journal of Family Violence, 30, 125–134.
Contreras, L., & Cano, M. C. (2014). Family profile of young offenders who abuse their parents. Comprehensive Psychiatry, 55(3), 616–624.
Cottrell, B., & Monk, P. (2004). Adolescent-to-parent abuse: A qualitative overview of common themes. Journal of Family Issues, 25(8), 1072–1095.
Gallego, R., Novo, M., Fariña, F., & Arce, R. (2019). Child-to-parent violence and its association with emotional and behavioral problems. Journal of Interpersonal Violence.
Ibabe, I., Jaureguizar, J., & Bentler, P. M. (2013). Protective factors for adolescent violence against authority. Psicothema, 25(1), 37–42.

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